giovedì 1 luglio 2010

Kenya : Nero su bianco

E' il pomeriggio di sabato 17 gennaio
sono a casa che guardo in aria senza sapere che fare...
dalla velux vedo che il cielo è sereno e penso
"potrei uscire a prendere un po' di sole, tanto per
non perdere quella leggera abbronzatura rimasta dal Kenya".
Esco, ma che freddo... provo a chiudere gli occhi,
cerco di non respirare per non sentire l'aria fresca
e penso di essere a 8000km di distanza, ancora
in mezzo al calore di quel pease e della sua gente.
Niente, corro dentro e mi attacco al termosifone...
poi mi accorgo che chissa' da quanto sto li,
come una ebete con lo sguardo perso nel vuoto.
Soffro forse di mal d'Africa?
Sono tornata da 3 settimane...
la prima settimana ho sofferto tanto il freddo...
lo sbalzo termico e' stato shockante!
la seconda settimana ho perfino creduto di aver la malaria,
da tanto mi sentivo a terra e senza fibra...
la terza settimana ho capito che era nostralgia,
ma ho anche realizzato che indietro non si torna,
se non col pensiero... così prendo in mano il mio diario,
e cerco di leggere quelle 2 righe che ho scritto
durante il tragitto che da Mombasa porta a Malindi.
Scrittura disconnessa, proprio come la strada:

Il brulicar nelle strade di gente e animali,
di neri vestiti di mille colori,
di bambini con gli occhi fermi fissi su di noi.
La frutta matura sui carri all'ombra di banani,
case di paglia e le insegne dei negozi
dipinte a mano, NERO su BIANCO.
Povertà e felicità ai bordi della strada,
4 ragazzi che giocano con un pallone giallo,
donne che portano pesi assurdi sul capo
e tante capre, tanto bianche quanto nere (1 gialla!).
Bimbi che rincorrono galline starnazzanti,
bimbi in fasce stretti da fasce alle madri,
madri che pompano l'acqua dal pozzo
trasportata su carretti di legno di baobab
spinti da uomini lungo la lunga strada.
Baobab ora a perdita d'occhio,
alcuni vivi e vegeti, verdi come l'erba ai loro piedi,
altri vivi e non vegeti, coi rami che sembrano radici.

Son tutte qua le righe del mio diario,
non ci sono piu' state parole per descrivere
quello che i miei 5 sensi hanno raccolto
nei successivi 7 giorni.
Sicuro è che il mio 6° senso mi dice
che un giorno, forse non troppo lontano,
farò ritorno in questa terra di magia,
fatta di persone, di colori, di profumi, di animali,
di bambini, di mani, di sorrisi, di suoni,
ma soprattutto piena di vita.

Un ringraziamento dovuto a Donatella,
che ancor prima della partenza ci ha fatto entrare
nel magico mondo keniota attraverso questo portale..
e per averci guidato in questa esperienza,
nelle vie di Malindi, in mezzo al mare e i pesci,
e anche nella savana, affidandoci al suo grande masai.
Grazie per averci consigliato il Coconut Village,
ci siamo trovato ottimamente: villaggio molto intimo
e tranquillo con cucina squisita. La sera potevamo
andare al vicino Tropical per l'animazione
o al casinò di Malindi, a fare i signori, eheh!
Anche al lodge Lion Hill è stato magnifico!!!
Scusate se non scrivo altro...
ma non voglio rovinarvi la sorpresa!!!

Buon viaggio! (anche se solo mentale, come per me!).

Melbionda
...mi trovate in messaggeria privata anche su www.donamasai.com

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